Post

Dono e mistero: il sacerdozio eterno nella modernità

Immagine
Giovanni Paolo II, immagine dalla rete di Karol Wojtyla Che significa essere sacerdote? Secondo San Paolo significa soprattutto  essere amministratore dei misteri di Dio : «Ognuno ci consideri come ministri di Cristo e amministratori dei misteri di Dio. Ora, quanto si richiede negli amministratori è che ognuno risulti fedele» ( 1 Cor  4, 1-2). Il termine «amministratore» non può essere sostituito con nessun altro. Esso è radicato profondamente nel Vangelo: si ricordi la parabola sull'amministratore fedele e su quello infedele (cfr  Lc  12, 41-48). L'amministratore non è il proprietario, ma colui al quale il proprietario affida i suoi beni, affinché li gestisca con giustizia e responsabilità. Proprio così il sacerdote riceve da Cristo i beni della salvezza, per distribuirli nel modo dovuto tra le persone alle quali viene inviato. Si tratta dei beni della fede. Il sacerdote, pertanto, è uomo della parola di Dio, uomo del sacramento, uomo del «mistero dell...

Il sacerdozio al tempo del modernismo trionfante

Immagine
Un giovane sacerdote. Immagine dalla rete di Un giovane prete Alle radici della crisi del sacerdozio: la formazione teologica nei seminari Caro Aldo Maria, torno a scriverle per affrontare un argomento di cui non si parla mai, o quasi, ma credo sia importante perché si tratta del brodo di coltura dal quale escono poi tutte le sciocchezze, le bizzarrie, gli abusi e le profanazioni che lei instancabilmente denuncia, specie nella sua rubrica  Uomini giusti al posto giusto . Di che cosa sto parlando? Ma del seminario! È proprio lì, infatti, che vengono piantati quei semi che poi producono certe piante infestanti. Ciò che racconterò è un insieme di episodi che ho vissuto in prima persona o che mi sono stati raccontati da confratelli sparsi in varie diocesi italiane. Prima di entrare nel racconto vorrei però fare alcune considerazioni generali. 1 – Il modello di sacerdote diocesano A molti di noi seminaristi è apparso chiaro come da parte dei formatori non ci si...

Il mistero dell'essere e la grazia santificante

Immagine
Crocifisso. Immagine dalla rete "Come la sua unzione vi insegna ogni cosa ed è veritiera e non mente, così voi rimanete in lui come essa vi ha istruito." (1Gv 2,27) Non le parole, non le opere, non le idee, nemmeno la più alta teologia, né gli esempi, né le virtù possono salvare le singole persone e quindi il mondo, ma solo la grazia santificante, che è dono di Dio, essenzialmente soprannaturale e sommamente libero. In concreto, però, questa forza trasformante che proviene direttamente da Dio passa anche attraverso le parole, le opere, le preghiere, le idee, gli esempi e le virtù degli uomini, in particolare dei santi. Chi sono i santi? Chi può affermare di essere in grazia di Dio e avere la certezza di perseverare fino alla fine? Nessun uomo può saperlo, a meno di una particolare rivelazione, ma ciascuno può comportarsi ogni giorno come se lo fosse, implorando la misericordia di Dio per i propri peccati e le proprie debolezze e, con la sua grazia, amando...

Una critica dell’"Instrumentum laboris" per il sinodo dell'Amazzonia

Immagine
Sarà la fine della Chiesa, uccisa all'alba dell'era dell'Acquario dal ritorno del paganesimo, dalla riduzione a ONG e dalle frecce delle tribù amazzoniche, o l'ultimo sussulto di una vecchia ideologia ormai superata? Immagine dalla rete di Walter Brandmüller Introduzione Può davvero causare stupore che, all’opposto delle precedenti assemblee, questa volta il sinodo dei vescovi si occupi esclusivamente di una regione della terra la cui popolazione è solo la metà di quella di Città del Messico, vale a dire 4 milioni. Ciò è anche causa di sospetti riguardo alle vere intenzioni che si vorrebbero attuare in modo surrettizio. Ma bisogna soprattutto chiedersi quali siano i concetti di religione, di cristianesimo e di Chiesa che sono alla base dell’"Instrumentum laboris" recentemente pubblicato. Tutto ciò sarà esaminato con l'appoggio di singoli elementi del testo. Perché un sinodo in questa regione? Per cominciare, occorre chiedersi p...

L'uomo centrato, in movimento

Immagine
L'uomo “centrato” dovrebbe essere come un albero: con le radici ben piantate nel terreno e le fronde che si innalzano verso il cielo. Le radici dell'uomo centrato puntano verso la sua interiorità, lo tengono ancorato alla terra su cui poggia e gli indicano la sua mutevole miseria, spingendolo all'umiltà. Le fronde al contrario gli ricordano il suo legame col mondo incorruttibile dello spirito, col mistero insondabile della divinità e con tutte le cose che sfuggono alla sua comprensione. Il tronco è simbolo dell'unità della sua natura materiale e spirituale. Tuttavia l'uomo è ben più di un albero, perché può muoversi nello spazio e nel tempo. Un uomo centrato, al contrario di un albero, non è in costante equilibro, bensì, come nell'atto del camminare, viene ripetutamente sbilanciato da due forze che equilibrandosi lo spingono in avanti. Si tratta del senso della realtà, che gravita verso terra, e della speranza, che punta verso il cielo. ...

L'app che mancava

Immagine
L'inserto del Corriere della Sera di martedì 21 maggio Il ragazzotto nella foto, che ci tiene a far sapere di aver vinto un concorso in Goldman Sachs ma di aver poi scelto di lavorare per l'Unione Europea, ha inventato un'app che serve a raccogliere dati sui migranti per poi girarli alle aziende. Si chiama "Mygrants" e classifica le persone per conoscenze e competenze, aiutandole anche ad apprenderne di nuove (in particolare sui simboli e sul funzionamento dell'Unione, per cui ad esempio chi impara quante stelle ha la bandiera europea guadagna punti). Attualmente viene testata a Bologna su invito, ma come lascia intendere l'inventore potrebbe servire anche ad altre tipologie di persone per rendersi più appetibili e trovare lavoro. Siccome è davvero una "buona notizia", mi permetto di suggerire un testo pubblicitario per l'app implementata:  'Gestisci un cantiere a cui manca qualche ora-lavoro per rispettare la consegna? Hai...

Carne da statistica

Immagine
Non è possibile stab­ilire un rapporto di­retto tra la chiusura dei porti italiani da Minniti in poi e la diminuzione dei morti nel Mediterran­eo, come a suo tempo non era possibile stabilire un rapporto diretto tra l’attiv­ità delle ONG e il loro aumento (senza contare i morti nel deserto e nei cent­ri di detenzione lib­ici, quelli uccisi all'arrivo per l’espianto degli organi e i morti viventi, sradicati e con tu­rbe psichiche, che bivaccano nelle campagne o ciondolano per le nostre città). Non si può quindi afferm­are che Salvini abbia salvato vite umane. È certo invece che la fredda matematica piegata all’ideolo­gia da professorini per cui era giusto “morire per Maastrich­t” ha già fatto fin troppe vittime.

Quello strano virus dei cristiani

Immagine
Il sindaco di Londra ringrazia la comunità cristiana Osservando l'attualità con occhio clinico, sarebbe difficile non concludere che i cristiani vengono perseguitati perché portatori, forse inconsapevoli, di uno strano virus, incompatibile con l'esistenza delle creature che sopravvivono nel mondo ridotto dai "mercati" a una landa sconfinata di veloci compravendite. Non ovunque però vengono uccisi come in Sri Lanka, dove nella Pasqua appena trascorsa in trecento sono stati fatti saltare in aria. Nella tollerante Londra, ad esempio, dopo aver condannato gli attentati, il sindaco Sadiq Khan ha persino ringraziato la comunità cristiana per il suo contributo alla città, in particolare tramite le opere assistenziali. Che sia questo (spesso auto-imposto) recinto del sociale l'unico modo per contenere il pericoloso virus cristiano, che invece si moltiplica col sangue dei martiri e potrebbe ancora una volta cambiare il mondo così come lo conosciamo?

Ultimo appello ai pastori del Popolo di Dio

Immagine
Prayers at Notre Dame Fire PARIS Vi esorto ancora, fratelli nel Signore, chierici e intellettuali cattolici, a non seguire, cattivi ultimi, le mode del mondo, che per singolare vocazione da qualche decennio a questa parte sposate appassionatamente quando sono ormai prossime a tramontare. Voi potreste ancora, almeno in parte, dirigere l'ondata nazionalista che segnerà i prossimi anni (o meglio il reflusso nazionalista dopo l'ondata liberista che ha travolto il mondo dalla metà degli anni Novanta del secolo scorso), evitando le pericolose derive “populiste” e “cattiviste” che pure ben vedete, a distanza di sicurezza, in quello che dovrebbe essere il vostro gregge. Per farlo non dovete fondare un altro partito, costruire una nuova chiesa o suggerire arditi indirizzi pastorali che immancabilmente scavalcano la dottrina di sempre, perché tutte le risposte ai problemi di oggi si trovano già nel Padre Nostro, e in quella sua matura elaborazione dottrinale che è l'encicl...

Caritas in Veritate

Finché abitiamo su questa terra, "la nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia", come diceva san Paolo, ma amando condividiamo già in qualche modo l'essenza stessa di Dio, che è Amore. Ecco perché la carità è superiore ad ogni altra virtù, e nell'ordine angelico i serafini sono superiori ai cherubini, come in quello umano i francescani ai domenicani. Tuttavia i serafini poggiano sui cherubini, come le opere dei grandi santi francescani sulla teologia prediletta dai domenicani. Infatti senza verità la carità può disperdersi in rivoli sterili o addirittura essere corrotta dal principe della menzogna e votata al male. Solo la carità nella verità è realmente divina e produce nell'uomo buoni frutti e vita in abbondanza.

Filosofia dell'essere vs «cogito ergo sum»

Immagine
https://archive.org/details/lesenscommunlaph00garr/page/140 Ai lettori del blog, dopo il confronto diretto col pensiero di Eric Voegelin , propongo un altro testo originale che tratta del passaggio dalla filosofia antica a quella moderna, questa volta da un punto di vista dichiaratamente cristiano. Si tratta di un brano del filosofo neotomista Réginald Garrigou-Lagrange, teologo domenicano studioso del misticismo e professore del futuro papa Giovanni Paolo II. Perché a mio avviso non c'è vera bellezza, né reale valore, al di fuori dello splendore della verità e dell'umiltà della sapienza. Tutta la filosofia antica è in questa parola: objectum intellectus est ens : niente è intelleggibile se non in funzione dell'essere, l'intelligenza soprattutto non è intelleggibile a sé stessa se non in funzione dell'essere che conosce direttamente prima di conoscere sé stessa per riflessione. I primi principi non sono dunque leggi di quest'essere relativo che è i...